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krav maga antiaggressione femminile.pngCorsi Krav Maga antiaggressione femminile

I corsi di Antiaggressione  femminile comprendono anche antistupro e antiscippo.

Sono rivolti a donne di qualsiasi età, grado di allenamento e struttura fisica, non sono richieste doti particolari fisiche ma semplice tecnica.

Durante i corsi, vengono valutate le tecniche più comuni utilizzate dagli aggressori, i metodi di comportamento, i trucchi, la recitazione, le nozioni basilari del linguaggio del corpo e come utilizzare tutto ciò a proprio vantaggio.

L’insegnamento delle varie tecniche del Krav maga, serve da supporto per rafforzare la propria sicurezza e imparare schemi che diano l’impulso corretto alla reazione immediata nelle varie situazioni di stress da aggressione.

Viene insegnato all'allieva a gestire le situazioni, e a sviluppare il modo di agire più consono a ciascuna di esse.


Quando la coordinazione motoria farà parte del movimento istintivo dell’allieva, s’ineriranno le tecniche di difesa da armi bianche e da fuoco.

Lo scopo di fine corso è quello di far prendere sicurezza in  se stessi e non rimanere bloccati sotto un’aggressione, ma cercare sempre il modo migliore per uscire da una situazione estrema in modo semplice e rapido.

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8 marzo, non bastano le mimose…

MILANO – In occasione della giornata dedicata alle donne, 8 marzo, è stata presentata la ricerca dell’Istituto Regionale di Ricerca – voluta dal Consiglio regionale – sulla violenza femminile. Dati su cui riflettere in Lombardia, con indicatori sopra la media nazionale: il 34,8% delle donne fra i 16 e i 70 anni è stata vittima di almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della sua vita (di poco inferiore il dato nazionale, il 31,9%). Il 14,8% (dato nazionale 14,3%) ha subito violenza all’interno della relazione di coppia., il 18,8% ha subito atti persecutori (il cosiddetto stalking).

“Questo problema richiede un cambiamento culturale profondo – ha detto il Presidente del Consiglio regionale Giulio De Capitani – che va costruito con il contributo di tutti. La cultura del rispetto e della parità tra gli uomini e le donne deve essere uno degli obiettivi fondamentali di ogni livello istituzionale.

Proprio in queste settimane è stato finalmente approvato dal Parlamento, e ora passerà al Senato, un disegno di legge che affronta il tema del maltrattamento e degli atti persecutori, il cosiddetto stalking. Resta da superare lamancanza di un quadro legislativo organico nazionale e regionale, che consenta di finanziare ed ampliare la rete dei servizi antiviolenza.”

Solo il 18,2% delle donne che hanno subito violenza fisica o sessuale in famiglia la considera un reato, ma in questo caso la Lombardia si discosta dalla media e la percentuale sale al 26,8%.

Di questo grande numero di violenze (il campione è di 25.000 donne) che emerge dalla indagine Istat , il 96% ( il 93% in Lombardia) non sono state denunciate.
Proprio su questa zona oscura di silenzio e di sopraffazione si svolge il lavoro dei Servizi e delle Associazioni di aiuto, di cui la ricerca Irer /Università di Milano, commissionata dal Consiglio regionale, fornisce una mappa aggiornata.

In totale, nel 2006, in Lombardia si sono rivolte alle Associazioni e ai Servizi 1737 donne.

Il maltrattamento più frequente è di tipo psicologico (38%), poi fisico (31,2%) ed economico (14,8%).

Nel 6,7% dei casi il maltrattamento riguarda anche i figli, mentre nel 7,9% dei casi la donna subisce violenza sessuale. La percentuale delle donne che denuncia i maltrattamenti sale al 46% fra quelle che si rivolgono ai centri antiviolenza.

Gli operatori rilevano che l’autore dei maltrattamenti è per il 75,1% dei casi il marito e nel 4,1% dei casi il convivente della donna. Violenza in una famiglia in trasformazione, come fa notare Sonia Stefanizzi, docente di Sociologia all’Università di Milano, segnalando gli elementi di novità nel fenomeno: aumento dei maltrattamenti nelle coppie miste, nelle coppie giovani con stili di vita disturbati ed abuso di sostanze alteranti e aumento delle violenze da parte dei figli sui genitori anziani.

“Non è la famiglia il problema- secondo Sveva Dalmasso (Per la Lombardia)- perché quando c’è violenza non c’è più famiglia. Bisogna piuttosto supportare le donne ed aiutarle ad essere più autonome. Vorrei ricordare anche una mozione alla Giunta, da me proposta, in cui si richiedono interventi tempestivi per le donne vittime di violenza”.

“Ci stiamo muovendo da tempo con azioni positive – ha detto Luciana Ruffinelli (Lega Nord)- abbiamo introdotto il principio di pari opportunità nel nuovo Statuto e il Consiglio ha votato lo scorso ottobre una mozione rivolta al Parlamento perchè agisca immediatamente, come in effetti sta facendo.”

“Manca ancora una legge regionale organica, nonostante le molte proposte presentate – segnala Sara Valmaggi (PD) – ed è importante costruire una consapevolezza di questi problemi sin dalle prime classi delle elementari”
“Siamo in ritardo rispetto ad altre Regioni – secondo Maria Grazia Fabrizio (PD) – ed è necessaria al più presto una legge regionale a sostegno delle vittime dei maltrattamenti. Sono importanti anche le azioni di prevenzione del disagio maschile, che poi è all’origine dei maltrattamenti.”

Anche Antonella Maiolo (FI), Sottosegretario per i diritti dei cittadini e le pari opportunità, sottolinea la necessità di un’iniziativa legislativa e propone misure quali un numero verde antimaltrattamenti 24 ore su 24 e l’attivazione di posti letto per bambini e donne maltrattati.

Ai lavori hanno partecipato anche il Vicepresidente del Consiglio Marco Cipriano (SD) e Ardemia Oriani (PD).

Su informazione della struttura stampa del Consiglio Regionale Lombardo.

http://www.altarezianews.it





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